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La Certificazione
Sabina D.O.P.
L’olio
Sabino è stato il primo in Italia a ricevere il marchio
DOP.
Avete mai sentito parlare della DOP?! La DOP,
Denominazione Origine Protetta, è un marchio di qualità
che viene attribuito ad alimenti aventi determinate
caratteristiche organolettiche, fisiche e chimiche che
dipendono dal territorio in cui sono prodotti. Le
peculiarità dell’olio DOP sabino sono: il colore giallo
oro con sfumature sul verde, l’odore di fruttato, cioè
di foglia e frutta fresca, il sapore vellutato,
aromatico dolce, amaro e piccante per gli oli
freschissimi, un’acidità non superiore ai 0,6 grammi per
100 g. di olio. Inoltre deve essere prodotto con le
olive delle principali cultivar Sabine: Carboncella,
Leccino, Raja e Rosciola ed estratto soltanto con
processi meccanici e fisici a basse temperature in
frantoi localizzati sul territorio.
L’olio DOP si riconosce dal bollino numerato di color
viola presente sulla bottiglia.
La certificazione
D.O.P. Sabina viene rilasciata dalla
Camera di Commercio Industria
Artigianato e Agricoltura di Roma
dove operano il Comitato di Certificazione, il Servizio
Ispettivo, il Laboratorio Chimico - Merceologico con le
sale d'assaggio. La C.C.I.A.A di Roma, ai sensi del
Regolamento Europeo Certifica l'origine della
produzione, il processo produttivo, il processo di
trasformazione e il il prodotto ottenuto. La C.C.I.A.A.
di Roma è stata designata ad effettuare i controlli
sull'olio a Denominazione di Origine Protetta Sabina
al fine di certificare i seguenti aspetti: l'origine
della produzione, il processo produttivo e di
trasformazione, il prodotto ottenuto.
Le modalità per la
certificazione DOP Sabina
-
Iscrizione dei terreni olivetati nell' Elenco
Oliveti
-
Iscrizione degli impianti di trasformazione delle
olive nell' Elenco Frantoi
-
Iscrizione dei magazzini nei quali viene stoccato
l'olio molito, in attesa di certificazione, nell'
Elenco magazzini di stoccaggio
-
Iscrizione dei locali nei quali viene imbottigliato
l'olio, dopo la certificazione, nell' Elenco
Confezionatori
-
Comunicazione da parte del conduttore dell'oliveto
alla Camera di Commercio dell'inizio della Campagna
di raccolta delle olive e della molitura delle
stesse con indicazione del frantoio dove esse
verranno molite
-
Richiesta di prelievo dei campioni di olio per ogni
lotto che si intende certificare
-
Effettuazione degli esami chimico-fisici ed
organolettici presso il Laboratorio chimico della
Camera di Commercio di Roma sui campioni di olio
prelevati
-
Verifica da parte del Comitato di certificazione
della conformità dell'etichetta da apporre sulla
confezione
-
Rilascio alla azienda interessata, in caso di
conformità dell'olio ai requisiti stabiliti dal
disciplinare di produzione, del certificato di
conformità e dell'autorizzazione all'uso della
Denominazione di Origine Protetta e consegna dei
bollini da applicare sulle confezioni.
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Il Frantoio è un
ambiente abbastanza spazioso, dove vi sono
essenzialmente quattro settori di lavorazione, può
essere un frantoio con impianto ha ciclo continuo o
tradizionale.
Il frantoio si divide in quattro reparti:
Nel primo avviene la pulizia delle olive attraverso la
Lavatrice e il Defogliatore;
Nel secondo avviene la frantumazione delle olive e la
gramolazione (movimentazione delle olive frante in vasce
d'acciao) attraverso il Frangitore e
la Gramola con vasche in acciaio
inox;
Nel terzo reparto avviene la produzione dell'olio
attraverso la centrifuga (o presse meccaniche
nel caso di frantoio tradizionale), mediante
l'estrazione naturale (per centrifugazione meccanica)
dell'olio dalla pasta di olive, la quale pasta viene
immessa nella Centrifuga, che separa l'olio dall'acqua
di vegetazione e dalla sansa (polpa e nocciolo delle
olive frante).
Nel quarto reparto ci sono i Separatori centrifughi che
provvedono alla separazione dell'olio da tracce di acqua
e sedimenti di olive frante.
Il ciclo di lavorazione si divide in 6
fasi:
Lavaggio,
Frangitura, Gramolatura, Spremitura,
Separazione, Stoccaggio.....
Lavaggio
- Le olive raccolte con mezzi meccanici o a mano
vengono inserite nelle "Pinze " per essere
pesate e registrate in appositi registri di
lavorazione e riversi nella "TRAMOIA", spazio
libero di alluminio, da qui un nastro trasportatore li
riversa in una LAVATRICE che provvede alla
eliminazione di eventuali residui terrieri, polverosi,
foglie ecc... il lavaggio avviene con acqua potabile
pulita e corrente.
Frangitura
- Terminata la prima fase, le
stesse olive lavate vengono trasportate automaticamente
da un nastro portatore, in un Frangitore a martelli,
la sua funzione consiste nel sbriciolare le olive e il
suo nocciolo, si ottiene così la cosiddetta "pasta di
olive" a volte seguita da un profumo intenso e
piacevole che circoscrive tutto il frantoio, questa
cosiddetta " pasta " viene depositata
automaticamente e racchiusa ermeticamente in 4 vasche
di acciaio inox 18/10 per alimenti, dalla
capienza di 6 quintali ciascuna, terminata questa fase
si passa così alla fase di Gramolatura.
Gramolatura
- essa
consiste nella mescolazione dolce e continua
della pasta di olive per un determinato e preciso tempo
che viene determinato dall'esperienza del frantoiano
e dal tipo di cultivar.
Questa processo si deve svolgere in maniera perfetta ,
in quanto la corretta gramolatura favorisce uniformità
delle gocce di olio indispensabile per l'altra fase di
lavorazione e la resa in olio.
Spremitura
- Una volta che la
pasta viene gramolata perfettamente, viene aspirata
automaticamente attraverso una "pompa mono" che
la immette in una macchina chiamata Centrifuga.
La funzione di questa macchina ( considerata il cuore
del frantoio) consiste nella separazione
attraverso il diverso Peso Specifico dei tre
componenti della pasta ossia: acqua di
vegetazione, l’olio d'oliva e la cosiddetta "sansa
vergine" le prime due sostanze vengono filtrati in
un vibratore e distinti in due diversi
contenitori, mentre la "sansa vergine"generalmente
umida e untuosa viene trasportata verso l'esterno
dell'edificio per mezzo delle coclee, in seguito va a
finire presso grandi Sansifici che la trasformano
in olio di Sansa, il prodotto finito della "sansa
vergine viene chiamato "sansa esausta"
materia combustibile che viene utilizzata nelle centrali
termoelettriche del Nord Europa o comunemente utilizzata
per riscaldare edifici. A questo punto si passa alla
Separazione.
Separazione
- L’olio
d'oliva e l’acqua vegetazione, vengono fatte
filtrare nei Separatori Centrifughi, attraverso
dei piattini di acciaio inox, e con lo stesso principio
della Centrifugazione, separa ulteriormente l'olio
dalle impurità e sedimenti di olive frante e come la
foto qui accanto sottolinea, fuoriesce in tutta la sua
bellezza e viene poi inserito nei contenitori di
acciao inox.
Stoccaggio -
L'ultima fase di lavorazione si
svolge mettendo l'olio d'oliva in diversi contenitori di
acciaio inox 18/10 in base alla sua acidità oleico,
vengono sistemati in stanze buie e fresche lontano da
fonti di calore e luce, è sottoposto ai consueti
controlli di Laboratorio tra cui il Panal Test
che consentono la classificazione ( extravergine,
vergine ecc...). Dopo la decantazione
rigorosamente naturale dalla durata di due mesi,
l'olio viene imbottigliato e commercializzato.
Considerazioni:
Il sistema
di spremitura più usato, è quello a ciclo continuo con
sistema di estrazione "integrale", che lascia inalterate
le proprietà organolettiche dell'olio, il profumo,
colore, sapore e aroma, giacché completamente a freddo,
e senza aggiunta d'acqua calda durante l'estrazione
dell'olio, anche se è il sistema meno produttivo
quantitativamente, rimane il migliore per la qualità del
prodotto.
La lavorazione viene effettuata a temperatura
ambiente, lasciando il prodotto inalterato nelle sue
caratteristiche naturali.
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Proprietà
Terapeutiche dell' Olio Extravergine d'oliva: |
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L'OLIO
D'OLIVA AIUTA A COMBATTERE IL TUMORE AL SENO.
L'olio d'oliva potrebbe divenire un ottimo 'condimento'
per la chemioterapia per combattere il cancro al seno,
migliorandone l'efficacia ed impedendo l'innescarsi di
resistenze farmacologiche. E' la nuova prospettiva
terapeutica offerta dai risultati degli esperimenti di
Javier Menendez, della Northwestern University Feinberg
School of Medicine di Chicago che hanno svelato il
meccanismo dell'azione anti-cancro dell'olio. Secondo
quanto riferito sugli Annals of Oncology, i grassi di
questo olio abbassano del 46 per cento i livelli di uno
dei principali oncogeni causa del carcinoma alla
mammella e stimolano il funzionamento di un farmaco che
ha come bersaglio proprio questo oncogene. Cio' spiega
il minor rischio per questa neoplasia tipico delle donne
dei paesi mediterranei, come dimostrato in passato con
numerose indagini epidemiologiche su campioni di
popolazione femminile. I ricercatori, arrivati per primi
a queste spiegazioni biochimiche, adesso puntano ad
allestire nuove indagini epidemiologiche per vedere se
le donne malate che usano l'extravergine a tavola
rispondono meglio alle terapie oncologiche. In un
secondo tempo si potra' anche pensare ad inserire le
molecole di base dell'olio come adiuvanti delle terapie
stesse. Gli studiosi hanno voluto indagare il motivo
degli effetti protettivi del dorato condimento
tradizionale dei paesi mediterranei per trovare il
motivo della minor diffusione del carcinoma mammario nel
Sud d'Europa. Cosi' gli esperti hanno studiato l'effetto
dell'acido oleico, molecola principale
dell'extravergine, su cellule malate coltivate in
laboratorio. L'acido oleico ha effetto contro le cellule
tumorali perche' riduce del 46% l'attivita' del gene
Her-2/neu, un oncogene che e' rovinosamente iperattivo
in un caso su cinque di carcinoma mammario e la cui
iperattivita' e' legata a tumori con prognosi piu'
delicata. Inoltre i ricercatori si sono accorti che
l'acido oleico interagisce con il farmaco 'herceptin',
un anticorpo monoclonale che riconosce e lega,
intrappolandola, la proteina prodotta proprio da Her-2/neu.
E, se cio' non bastasse a riporre la fiducia degli
oncologi sull'olio extravergine, l'acido oleico stimola
l'attivita' di un gene oncosoppressore, ovvero un freno
naturale della crescita del tumore che serve a produrre
la proteina p27Kip1. Questa molecola e' a sua volta
importante perche' impedisce alla paziente di divenire
resistente all'erceptina. L'acido oleico, quindi, e'
protettivo per le donne, agendo su piu' fronti. Adesso
dunque i ricercatori puntano a verificare se la presenza
dell'olio nella dieta della paziente potenzi l'efficacia
delle terapie oncologiche cui essa si sottopone e se
allontani il rischio di resistenza all'herceptin. In un
secondo momento, hanno concluso i ricercatori, con test
su animali si potranno sviluppare le premesse per
l'aggiunta dell'acido oleico nelle terapie
farmacologiche contro il cancro al seno, per rendere le
terapie stesse piu' efficaci e ridurre il rischio di
resistenza farmacologica. |
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L'OLIO
EXTRAVERGINE D'OLIVA IN DIETA? UN ELISIR DI LUNGA VITA. |
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L'olio
extra vergine d'oliva vero e proprio 'elisir' di lunga
vita perche' combatte le malattie croniche, e'
consigliato nelle diete ipocaloriche, ma soprattutto ha
il grande pregio di prevenire i tumori. E' quanto emerge
da un recente studio eseguito dal gruppo del Prof.
Antonio Capurso, direttore della Cattedra di Geriatria e
Gerontologia dell'Universita' di Bari presentato nel
corso del convegno sull'ultime scoperte di questo
'nobile' alimento promosso dal Mipaf e organizzato dall'Unaprol
in occasione della settimana per la prevenzione e la
lotta ai tumori della Lilt (Lega Italiana per la Lotta
contro i tumori). L'indagine e' stata condotta su un
gruppo pugliese di 704 soggetti di eta' compresa tra i
65 ed 84 anni arruolati e seguiti nel tempo per circa 9
anni presso il Comune di Casamassima, una delle 8 unita'
operative dell'Italian Longitudinal Study on Aging,
finanziato dal Cnr e successivamente dell'Istituto
Superiore di Sanita'. Tale studio aveva lo scopo d
valutare il ruolo delle abitudini alimentari, ed in
particolare di una dieta ad elevato contenuto di acidi
grassi mono e polinsaturi, sulla mortalita'. I soggetti
esaminati assumevano una tipica 'Dieta Mediterranea' di
cui i grassi rappresentavano il 29% (17,6% acidi grassi
monoinsaturi, 3% polinsaturi e 8,4% saturi) degli
introiti energetici totali. L'olio extra vergine d'oliva
rappresentava l'85% del consumo totale dia acidi grassi
monoinsaturi. I risultati dello studio hanno messo in
evidenza che gli acidi grassi monoinsaturi si associano
ad una ridotta mortalita' per tutte le cause. In
particolare 15 grammi al giorno di acidi grassi
monoinsaturi si associano ad un 20% di riduzione di
mortalita' nella popolazione anziana ultra
sessantacinquenne. Questa e' la dimostrazione che l'olio
e' ''un alimento sano - ha spiegato in un'intervista
pre-registrata il Prof. Giorgio Calabrese, membro
dell'Authority per la Sicurezza Alimentare - e che poco,
ma tutti i giorni e' qualitativamente importante anche
per la prevenzione dei tumori''. Conferme, in tal senso,
giungono dal dipartimento di epidemologia dell'Universita'
di Atene che ha condotto studi controllo dai quali si
evince che l'incidenza della mortalita' risulta piu'
bassa nei paesi mediterranei (Grecia, Italia e Spagna)
dove l'olio d'oliva copre una quota sostanziale
dell'apporto di grassi. Proprio perche' ricco di
vitamina E ''l'olio extra vergine - ha rilevato il
nutrizionista Prof. Antonio Migliaccio - ha un grande
potere antiossidante ed e' quindi indicato nelle
ipocaloriche; inoltre aumenta il colestorolo buono e
abbassa quello cattivo e mantiene calmi i
trigliceridi''. Insomma una bandiera della salute anche
perche' non ha zuccheri e proteine, ma solo grassi
buoni. ''I consumi - ha quindi aggiunto il presidente
dell'Unaprol, Nicola Ruggiero - vanno ora agevolati
attraverso nuove e piu' incisive campagne di
informazione istituzionale'' perche' ''la decisione
della Lilt di scegliere l'olio extra vergine di oliva
come prodotto simbolo per la prevenzione e la lotta
contro i tumori e' una conferma delle sue proprieta'
salutistiche''. |
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