CANNETO SABINO - Rieti   CANNETO SABINO
Comune di Fara in Sabina

Altit. 247mt s.l.m.

"CANNETO" Il nome deriva dalla presenza di canneti che in passato caratterizzavano la zona ricca di acque. Ancora oggi numerose sorgenti sono presenti nel paese. La prima leggenda cannetana risale all’epoca dei longobardi, popolo che dopo la caduta di Roma si stanziò nelle terre sabine. Si narra che il principe longobardo Agilulfo, dopo aver sposato una fanciulla sabina di nome Artemia, ai piedi dell’olivo millenario, pacificò la regione esonerando i sabini dai tributi imposti dai Duchi di Spoleto. I primi stanziamenti, sono datati intorno al IX° secolo, quando il territorio farense venne diviso in piccoli lotti ceduti ad agricoltori locali, sotto il dominio
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dell’Abbazia di Farfa ]. Le prime strutture, qualche bottega e la chiesa, risalgono al XI°-XII° secolo. Tra il XVII° e il XIX° secolo gran parte dei terreni farfensi furono ceduti a grandi famiglie aristocratiche tra cui i Pacieri che arricchirono la zona di scuole, fontane, chiese e frantoi per sfruttare le ricchezze agricole della Sabina. Nel primo dopoguerra i rapporti tesi tra proprietari terrieri e mezzadri degenerarono in un sanguinoso episodio: un corteo di braccianti si scontrò a fuoco con le forze dell'ordine, tra i civili morirono undici persone, ancora oggi la dinamica dei fatti

è oscura, non si sa se parte dei dimostranti era armata o meno. Nei secoli Canneto è cresciuto  espandendosi gradualmente  nella campagna circostante. Ad oggi si sviluppa lungo la principale via Roma che percorre tutto il paese fino ad arrivare in Piazza Luigi Pacieri. Al di sotto della piazza, interessante è il borgo di “Cannetaccio”, la parte più antica del paese. Secondo i dati ufficiali relativi al 2006, a Canneto vivono 561 femmine, 581 maschi per un totale di 1142 abitanti.
A Canneto, risiede “L’Olivone”, come lo chiamano gli abitanti del posto, cresce nella tenuta dei fratelli Bertini, non lontano dal centro del paese, ed è considerato, uno degli alberi millenari più vetusti d'Europa.
La chiesa di Santa Maria della Neve, conserva al suo interno gruppi di affreschi quattrocenteschi con immagini religiose, risalenti al XV°-XVII° secolo, essa si trova presso l’abitazione della famiglia Tanteri. La grande casa rurale, sede un tempo di un convento benedettino, risale ad inizio secolo e può definirsi una casa - fabbrica per la presenza di un  antico frantoio d’olio.

CANNETO SABINO - L'Ulivo più grande d'Europa  

CANNETO SABINO - L'Ulivo (Olivone) più grande d'Europa
La Sabina per il suo clima e per la posizione geografica è particolarmente adatta per la coltivazione dell'olivo.
Questa cultura vanta di una nobile e antica tradizione: l'ulivo millenario di Canneto Sabino con circa 3000 anni alle spalle ne è una testimonianza. Le olive a causa della loro delicatezza vengono raccolte manualmente dall'albero nel periodo Novembre-dicembre quando hanno raggiunto il giusto grado di maturazione. successivamente il frutto viene lavorato nel frantoio in due fasi: prima viene trasformato in "pasta" poi avviene la spremitura a freddo. Tale metodo di lavorazione è molto antico e garantisce la genuinità e la qualità del prodotto, ossia un olio extravergine di oliva organoletticamente perfetto a bassissimo contenuto di acidità. Presso la longobarda Fara, nelle campagne di Canneto Sabino che digradano al Fluvium Currensis, vive un'ulivo ultra millenario, enorme, bellissimo: un patriarca della natura. Alto una quindicina di metri, il suo tronco, tozzo, tarchiato, nodoso, molto contorto e irregolare nella sezione ha le eccezionali misure di mt. 5,60 di circonferenza nella parte stretta e mt. 7,20 nella parte media. [Leggi tutto...]

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