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Capoluogo
del comune farense, ha origini antichissime, si pensa
che possa risalire all’epoca
preistorica
,sono stati rinvenuti infatti resti del periodo
Paleolitico
medio e dell'età
del bronzo
medio, recente e finale. Per l'età del ferro sono di
estrema importanza gli scavi tuttora incorso in località
Arci che hanno riportato in luce alcuni fondi di capanna
risalenti alla fine del IX, all'VIII ed al VII secolo
a.C., ed una casa del VI secolo a.C., sicuramente
appartenenti alla città sabina di Cures, che rammenta il
periodo nel quale la leggenda sabina colloca i rapporti
con Roma (il leggendario ratto delle sabine, i re sabini
di Roma, Tito Tazio e Numa Pompilio). Il territorio era
sfruttato dal punto di vista agricolo con una fitta rete
di ville, costruite su terrazzamenti in
opera poligonale
nel
II secolo AC
e in
opera quasi reticolata
nel
I secolo AC
tra le più note,"villa di Grotte di Torri" e ancora di
Fonteluna, di Mirteto, di Cagani e di San Lorenzo a
Canneto, di Sant'Andrea e di San Pietro presso Borgo
Salario, di Grottaglie, di Piano San Giovanni, di Grotta
Scura, di Monte San Martino, di Fonte Vecchia. Le
origini dell'attuale abitato sembrano risalire però ad
epoca
longobarda,
alla fine del
VI secolo,
così come anche il termine “fara” con il significato di
"clan familiare" che stava ad indicare il gruppo
parentale che si muoveva unito durante gli spostamenti,
spesso bellicosi, della popolazione germanica. Fara
assunse importanza soprattutto nel tardo medioevo
inglobando i territori dei castelli abbandonati
limitrofi. Attualmente Fara Sabina si presenta agli
occhi dei propri abitanti ma soprattutto dei molti
turisti come un borgo rinnovato ma legato al suo passato
ricco di eventi storici che ne hanno segnato lo
sviluppo. Dopo Corese Terra, Fara in Sabina è in
assoluto il borgo medioevale più antico, posto sul monte
Bruzio a circa 480 m.s.l.m. domina la quasi totalità del
territorio comunale. Meta turistica del territorio
sabino Fara offre ai visitatori una serie di bellezze
architettoniche ed artistiche: il Palazzo Baronale degli
Orsini, il Palazzo Brancaleoni (ex Castellani), situato
in piazza del Duomo, oggi totalmente restaurato e sede
del museo civico che conserva reperti dalla preistoria
alla romanizzazione della Sabina,il Palazzo della
biblioteca comunale in passato sede del deposito del
grano e del monte di pietà, il Palazzo Farnese,
il Palazzo Manfredi, la Colleggiata di S. Antonio, la
Chiesa sconsacrata di S. Chiara, la Chiesa di S.Giacomo,
il Convento delle Clarisse, la Cisterna situata in
Piazza del Duomo che costituisce generalmente il simbolo
di Fara in Sabina e le tre entrate nella città,
Porta Romana del XV secolo, Porta Castello distrutta per
volontà dell'amministrazione comunale del 1950 e Porta
Forcina del 1880 dalla quale si accede a Piazza
Garibaldi. |
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Il
gemellaggio con VILLEMUR SUR TARN |
Localizzato a nord del
dipartimento dell'Alto-Garonne, al c.ur del vigneto del
Frontonnais,
il cantone di Villemur-su-Tarn si costituisce di
terrazzi fertili e di collinette verdeggianti, bagnati
dalle acque fresche del Tarn.
Vicino ai 9000 abitanti, con Villemur come capoluogo, il
cantone afferra il fascino e l'autenticità preservata
del suo paesaggio, come la sua costruzione.
Inoltre, stupisce per la modernità delle sue attrezzature e
servizi messi a disposizione di una popolazione che, non
smette mai di crescere.
Senza dimenticare che, con 3000 posti di lavoro sul
cantone, il territorio, si afferma come un polo
intermedio dello sviluppo economico del nord-est del
toulousain.
Ulteriori
informazioni, le trovate sul sito [
www.cc-villemursurtarn.fr ] |
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